interfacce

Cartografie del sapere

Progetto di ricerca:
Marco Quaggiotto
 

In un contesto di riconfigurazione delle modalità di accesso alle informazioni, computer e rete stanno acquisendo un ruolo di rilievo sia nella gestione delle forme tradizionali del sapere, che nella creazione di modalità inedite per la produzione e la condivisione della conoscenza.

 

L'informazione digitale sfugge ai modelli tradizionali di classificazione, e si presenta in una forma diffusa, spesso implicita e legata alla comunità che la produce. L'epistemologia individualista, espressione di un sapere rigidamente strutturato in comparti disciplinari, cede il passo ad un'epistemologia sociale espressione di un sapere relazionale, in cui le suddivisioni disciplinari vengono sostituite da percorsi tematici e categorie emergenti.

Emerge quindi un paradigma sociale per la conoscenza che però non trova una corrispondenza nelle attuali immagini ed interfacce del sapere.

La cartografia del sapere si occupa di proporre un modello di interfaccia per spazi complessi, aperti e dinamici, attraverso la formalizzazione di una retorica cartografica, la definizione di strumenti (la mappa) e meccanismi (la scala) per la comunicazione di spazi astratti, la sperimentazione di formati e dispositivi (l'atlante) per la navigazione, l'esplorazione, il confronto e l'interazione, progettati per proporre una modalità di racconto non totalizzante, fondata sulla giustapposizione di punti di vista parziali, differenti, personali.

A partire da questi risultati, la ricerca propone un prototipo di piattaforma software per la gestione e la visualizzazione degli spazi del sapere, sviluppato sulla base di un paradigma sociale e relazionale della conoscenza, attualmente in applicazione a vari contesti del sapere, dal contesto della ricerca accademica a quello degli archivi digitali.

 

Altre informazioni su: www.knowledgecartography.org

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general

Access design research

Il design della comunicazione è un’area del progetto che si occupa di ‘dare forma’ a specifici contenuti – intervenendo sui contenuti stessi e sulle loro modalità di rappresentazione così come sul contesto comunicativo all’interno del quale essi sono veicolati - per arrivare a sviluppare, attraverso la sintesi progettuale, artefatti e sistemi comunicativi che consentano ai destinatari di operare per raggiungere specifici obiettivi. 

Il design dell’accesso è parte fondante del design della comunicazione; il progetto della comunicazione ne determina, infatti, le modalità, ‘mette in figura’ le forme di accesso al contenuto, al messaggio. Occuparsi di design dell’accesso significa concentrare l’attenzione sull’ingresso, sul momento di passaggio che conduce all’obiettivo, che rende concreti il diritto e la possibilità di accedere a un contenuto. È il baricentro su cui si focalizza l’essenza di un atto comunicativo, ma anche il passaggio che ne decreta l’esito. Progettare l’accesso comporta, dunque, una dimensione molto prossima a ciò che definiamo etica della comunicazione. 

Il design della comunicazione, considerato dallo specifico punto di vista del design dell’accesso, accentua dunque il proprio ruolo di facilitatore e rende possibile, grazie alla propria funzione registica e di mediazione, l’accesso a contenuti comunicativo-informativi da una prospettiva funzionale e simbolica, permettendo alle diverse fasce di utenza di agire in contesti in continua evoluzione e per questo sempre più complessi: consente di interagire con diverse tipologie di dispositivi (analogici/digitali); aiuta a comprendere e relazionarsi con oggetti tridimensionali (es. prodotti, packaging ecc.), spazi fisici (es. luoghi di acquisto/consumo, spazi espositivi, aree della città ecc.) e spazi virtuali (es. sistemi informativi, archivi ecc.); facilita l’organizzazione, la diffusione, la condivisione del sapere; favorisce nuovi modelli di apprendimento. 

Il design dell’accesso comunicativo va dunque oltre un ruolo strettamente funzionale, quantitativamente misurabile: l’accessibilità diviene elemento qualitativo, esperienza comunicativa che fissa quei valori di insieme che contribuiscono a definire la qualità stessa di un ‘contenuto’. 

Il design della comunicazione, in quanto design dell’accesso, svolge a fondo il proprio compito di tipo trasformativo e, attraverso gli artefatti e i sistemi progettati, è in grado di guidare le scelte e i comportamenti dei destinatari, modificando la percezione che essi hanno della realtà in cui operano; fino ad assumere, richiamando le responsabilità sociali del progettista, una funzione di sensibilizzazione verso problemi ed emergenze di natura sociale, ambientale ecc. in un contesto che presenta rilevanti criticità a livello sia locale, sia globale e che rende necessarie condotte sempre più sostenibili e responsabili. 

Access Design Research si innesta su un‘attività di ricerca condotta da alcuni anni dal gruppo di ricerca di Design della Comunicazione presso il Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano e all’interno delle attività di ricerca per la didattica del Corso di laurea in Design della Comunicazione della Facoltà del Design.

I progetti di ricerca di base e di ricerca progettuale, così come l’attività didattica, infatti, si sono orientati nel tempo verso il tema del “Design dell’accesso” scoprendo occasioni di convergenza e dando luogo a risultati significativi sul piano sia della riflessione teorica, sia della produzione scientifica. 

Tra i risultati operativi, il portale on-line Access Design Research dedicato al tema e, sul piano editoriale, i volumi di una collana dedicata al design della comunicazione in cui proprio il design dell’accesso costituisce uno dei filoni tematici prioritari.  

In tale prospettiva, inoltre, sono in fase di avvio progetti di cooperazione internazionale tra realtà accademiche e centri di ricerca e formazione, finalizzati all’organizzazione di una conferenza scientifica internazionale sul design dell’accesso (Design of Access, Politecnico di Milano, 2011), supportata da una serie di attività (ricerca di base/progettuale e attività didattiche nell’area del design della comunicazione) volte a favorire la condivisione di esperienze, competenze e conoscenze riferite al tema. 

Access Design Research intende inoltre porre le basi per un network di università e scuole, che a livello internazionale si occupano di design della comunicazione e in particolare di design dell’accesso, e di cui il Politecnico di Milano intende porsi come capofila. Con le università interessate verranno stipulate convenzioni e accordi specifici per lo svolgimento del progetto e di attività di ricerca attorno al tema. 

Giovanni Baule
 

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credits

Credits

Promotori:
Giovanni Baule, professore ordinario Politecnico di Milano
Valeria Bucchetti, professore associato, Politecnico di Milano
Daniela Calabi, ricercatore Politecnico di Milano
Elena Caratti, ricercatore Politecnico di Milano
Francesco Guidaricercatore Politecnico di Milano
Dina Riccò, ricercatore Politecnico di Milano
Umberto Tolino, ricercatore Politecnico di Milano
Erik Ciravegna, assegnista di ricerca Politecnico di Milano
Marco Quaggiotto, assegnista di ricerca Politecnico di Milano

AccessDesignResearch nasce nell'ambito dell'attività di Design della Comunicazione del Politecnico di Milano.

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packaging

La qualità del packaging

Erik Ciravegna
La qualità del packaging
Sistemi per l'accesso comunicativo-informativo dell'imballaggio
con un saggio di Valeria Bucchetti
Franco Angeli, Milano 2010

 

Il volume affronta l'area del packaging design e indaga il progetto dell'accessibilità degli imballaggi dal punto di vista del design della comunicazione. Il packaging viene analizzato nella sua accezione di dispositivo per l'accesso: attraverso le componenti comunicative progettate (verbo- iconiche, morfologiche e di superficie), determina l'identità del prodotto, ne favorisce la relazione con il destinatario, assicura un corretto trasferimento dei contenuti informativi che a esso si accompagnano. Il design della comunicazione accentua, in questo senso, la propria funzione di "facilitatore" e rende possibile, grazie al ruolo registico e di mediazione, l'accesso a un contenuto (un oggetto, così come un insieme di dati) da un punto di vista funzionale e simbolico. In questo modo, consente alle diverse fasce di utenza di agire in contesti in continua evoluzione e, per questo, sempre più complessi.

Il lavoro presentato indaga, dunque, l'accessibilità comunicativo-informativa del packaging e il ruolo che assume il design dell'accesso, parte fondante del design della comunicazione, nel suo progetto. Esso è il risultato di un'attività di ricerca teorica e progettuale, a cui sono state affiancate alcune sperimentazioni in ambito didattico. Vengono analizzate, nello specifico, le modalità secondo

cui la confezione consente il trasferimento di informazioni e sono esplorati i fattori che determinano la qualità comunicativa del packaging in relazione alle sue funzioni informative e prescrittive, per arrivare a definire dei parametri di riferimento per la valutazione di tale qualità.

Infine, vengono illustrate alcune linee-guida elaborate per progettare l'accesso comunicativo-informativo dell'imballaggio e viene delineato un sistema di metodi e strumenti utili a supportare i processi di valutazione e di progettazione dell'accessibilità comunicativo-informativa.

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packaging

Durabilità e scadenza dei prodotti alimentari

 

Progetto di ricerca:
UdRD d.com / Sub-UdRD Identity Systems/Packaging Design
Responsabile scientifico: V. Bucchetti.
Gruppo di lavoro: E. Ciravegna con K. Mavroidakos ed E. Zordan.

 

La ricerca ha indagato le modalità secondo cui, nel contesto della grande distribuzione, vengono comunicati sulle confezioni il termine minimo di conservazione o la data di scadenza dei prodotti, valutando l’accessibilità comunicativo-informativa dei packaging secondo criteri di visibilità, leggibilità e comprensibilità delle informazioni. L’indagine è stata finanziata dal Ministero dello Sviluppo Economico con l’obiettivo di verificare l’adeguamento da parte delle aziende utilizzatrici agli obblighi di legge a sei mesi dall’entrata in vigore della legge 40/2007 e di fornire nel contempo delle indicazioni operative su come migliorare la qualità informativa degli imballaggi alimentari.

 

Il lavoro di ricerca si è articolato secondo un programma che ha previsto una prima fase di rilevazione e mappatura dello stato di fatto, a cui è seguita poi una seconda fase in cui, in base ai risultati ottenuti dal monitoraggio compiuto, sono state definite delle linee-guida che possono essere adottate in forma volontaria dalle aziende per rendere il termine minimo di conservazione o la data di scadenza impressi sui packaging alimentari più accessibili (visibili, leggibili e comprensibili) per i consumatori.

Le linee-guida sono state quindi organizzate in un “manuale di stile”, un dispositivo editoriale che ne consente la divulgazione e ne facilita la consultazione e l'applicazione da parte dei soggetti interessati: aziende, packaging designer ecc.

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packaging

Accessibilità del packaging in cartoncino

Progetto di ricerca:

UdRD d.com / Sub-UdRD Identity Systems/Packaging Design
Responsabile scientifico: G. Baule.
Progetto scientifico: V. Bucchetti.
Gruppo di lavoro: E. Ciravegna, S. Sanvito con J. Allard, K. Mavroidakos, E. Zordan.


La ricerca (finanziata da Pro Carton Italia) ha esplorato le modalità secondo cui le confezioni in carta e cartoncino favoriscono, attraverso i canali sensoriali della vista e del tatto, l'accesso al prodotto e il suo uso/consumo a diverse fasce di utenza, in diversi momenti e condizioni di consumo. Oggetto dell'indagine sono state le qualità comunicative del supporto, che "guidano" le azioni del destinatario nell'accesso al prodotto, favorendo l'individuazione sulla confezione delle diverse funzioni (apertura, erogazione ecc.): le proprietà morfologiche della struttura, le soluzioni grafiche, le finiture di superficie. Il lavoro ha dunque analizzato la dimensione comunicativo-prescrittiva dei packaging in carta e cartoncino con l'obiettivo di rilevare le criticità che si possono presentare in situazioni di fruizione più o meno favorevoli (es. in condizioni di scarsa illuminazione) e di restituire le incoerenze tra quanto si presume essere stato progettato (secondo il "modello del progettista" presunto) e quanto può essere effettivamente percepito e fruito (secondo il "modello dell'utente").

 

La ricerca si è svolta secondo un programma articolato in due fasi: la prima costituita da una mappatura tipologica, la seconda da una verifica sperimentale. Nella prima parte del lavoro, l'analisi è stata condotta su ciò che nelle confezioni si presume essere stato progettato per guidare il destinatario nell'accesso al prodotto: istruzioni per l'uso ed elementi grafici, affordance tattili/visive progettate, programmi di azioni previsti.

Nella seconda parte del lavoro, la ricerca ha analizzando invece ciò che può essere percepito e fruito nel momento in cui un utente interagisce con la dimensione comunicativa di un packaging, per evidenziare le eventuali discrepanze con quanto progettato.

L'analisi dello stato di fatto (mappatura tipologica) è stata compiuta a partire da un campione di prodotti selezionati nella GDO unitamente a una raccolta di esempi, a partire dal mondo della produzione, della sperimentazione didattica e della divulgazione, quali esempi di interesse per il settore cartotecnico.

Successivamente sono stati condotti dei test (verifica sperimentale) su una selezione di prodotti per indagare l'effettiva comprensione dei sistemi comunicativi per l'accesso da parte degli utenti, facendone emergere le criticità e individuando dei possibili correttivi sul piano progettuale. 

 

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packaging

Packaging tra vista e tatto

Progetto di ricerca:
UdRD d.com / Sub-UdRD Identity Systems/Packaging Design
Responsabile scientifico: V. Bucchetti.
Gruppo di lavoro: E. Ciravegna, S. Sanvito.
Partecipanti: Giovanni Baule, Dina Riccò, Daniela Calabi.


La ricerca (finanziata da Pro Carton Italia) ha indagato le potenzialità  comunicative dei packaging in carta e cartoncino espresse dai trattamenti di superficie come modalità di accesso al contenuto.

L'anticipazione tattile-visiva del prodotto è stata posta al centro del lavoro unitamente alla funzione che la superficie può svolgere per favorire la fruizione, sia in considerazione di un utenza allargata, sia in situazioni di consumo scarsamente favorevole.

Il programma di ricerca ha previsto l'organizzazione del tavolo di lavoro "Una filiera per l'innovazione" in cui sono stati coinvolti, oltre ad alcuni ricercatori del Dipartimento INDACO, esperti provenienti dal mondo professionale delle aziende, della ricerca progettuale, della sociologia, della semiotica ecc., con l'obiettivo di indagare le potenzialità del settore cartotecnico, creando una base di osservazioni condivise sul tema che mettessero in evidenza criticità e punti forti dell'imballaggio in cartoncino e che contemporaneamente permettessero di raccogliere stimoli e aperture fornite dalle diverse prospettive di coloro che sono stati chiamati a partecipare.

I risultati del tavolo di lavoro, l'analisi della letteratura esistente e la raccolta di documentazione e materiale proveniente dal settore cartotecnico hanno permesso di individuare e approfondire filoni tematici di rilievo da porre alla base di un successivo momento di sperimentazione progettuale.

In tale direzione, è stato organizzato un workshop con gli studenti del Corso di Laurea in Design della comunicazione della Facoltà del Design (Politecnico di Milano, 2007) per esplorare nuove soluzioni di packaging che consentissero, attraverso un miglior sfruttamento del supporto cartoncino, di migliorare la capacità del packaging di favorire la fruizione del prodotto e di forzare, attraverso i trattamenti espressivi della superficie, l'anticipazione tattile-visiva del suo contenuto.

I concept sviluppati durante il workshop, insieme ai risultati della fase istruttoria (tavolo di lavoro, analisi di letteratura, documentazione e materiale raccolto), sono stati successivamente oggetto di dissemination, attraverso la realizzazione di una pubblicazione e di una mostra che hanno consentito di valorizzare e diffondere i risultati dell'attività di ricerca svolta.

 

 

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packaging

100% Alimentare

 

Progetto di ricerca e didattica:
Facoltà  del Design
Corso di Laurea in Design della Comunicazione
A.A. 2008-2009
Docenti: V. Bucchetti, C. Diana
Cultori: J. Allard, E. Ciravegna, E. Zordan, E. Mastrofrancesco


Il lavoro, svolto in ambito didattico, ha indagato i diversi piani della relazione alimento-packaging e alcuni nodi problematici riferiti al tema dell’accesso al cibo tramite le molteplici letture che si possono attribuire al termine “accesso”.

 

Lo scenario è stato analizzato a partire dalle seguenti chiavi interpretative: accesso equo, accesso garantito, accesso facile, accesso corretto, accesso sicuro, accesso preservato; percorsi che hanno costituito il presupposto e le linee di lavoro per un’attività di ricerca e per un’attività progettuale che è sfociata nella generazione di concept che rispondessero alle tematiche esplorate.

I risultati dell’attività di ricerca e le criticità riscontrate sono stati narrati attraverso lo sviluppo di animazioni che ne evidenziano la rilevanza.

La progettazione di nuovi artefatti comunicativi (nuovi packaging) è stata indirizzata dalla prospettiva di ricerca assunta come tema portante (accesso equo, accesso garantito, accesso facile ecc.) e il packaging è stato progettato in relazione al suo ruolo di dispositivo utile a migliorare l’accessibilità dei prodotti alimentari.

Per raggiungere questo obiettivo è stato privilegiato un approccio critico; si è trattato, quindi, di affrontare il progetto secondo una visione che muove dalla responsabilità sociale del designer, per arrivare a definire dei dispositivi comunicativi capaci di rappresentare un’espressione in controtendenza che si contrapponesse alla prassi progettuale.

Una mostra ha presentato una selezione dei progetti (packaging e animazioni) quale risultato delle sperimentazioni svolte all’interno del laboratorio di Sintesi finale “100% alimentare. Packaging per l’accesso”.

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territorio

AtlasLab

Progetto di ricerca e didattica:

Docenti: Prof. Giovanni Baule, Prof. Daniela Calabi, Dott. Paolo Casati, Dott.Vincenzo D'abbraccio, Dott. Marco Quaggiotto
Cultori: Dott. Gaia Scagnetti, Dott. Claude Marzotto, Dott. Elisa Chiodo


Gli Atlanti sono format comunicativi, dispositivi multimediali per la comunicazione del territorio.

La comunicazione del territorio richiede strumenti di interfacciamento là dove l'ambiente urbano quotidiano appare muto, incomunicante.

Gli Atlanti raccolgono sistemi descrittori di percorsi: mappe, guide, video brevi, documenti visivi, segnaletiche minime.

Sono progetti di percorsi non consueti, non convenzionali ma dettati dall'osservazione, dall'immaginario, dalla memoria, da suggestioni diverse: pretesti per un accesso al territorio come spazio praticato.

Individuano punti di vista, criticità, rimozioni, afasie, amnesie, interstizialità di territori che vivono mutazioni visibili e invisibili.

Il territorio urbano fa da cintura ad un catalizzatore di trasformazioni, sia esso il campus universitario per la zona Bovisa, la fabbrica del Vapore per la zona Sarpi o lo scenario del futuro Expo 2015.

I nuovi percorsi diventano una comunicazione partecipata di aspetti della città che si mettono in mostra, tramite uno sguardo non contemplativo ma un atto performativo.

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sinestesia

Accesso sinestesico

Quest'area di ricerca si propone di studiare le relazioni e le interazioni che si formano fra le modalità sensoriali - e più in generale i loro comportamenti percettivi - nell'accesso ad artefatti e sistemi comunicativi. Nello specifico l'accesso sinestesico si occupa della ricerca e della definizione di quelle combinazioni di caratteri sensoriali innate o acquisite che appaiono essere congruenti, ovvero rispondono ad una relazione sinestesica.

In particolare l'accesso sinestesico si propone di:

 

  • studiare le modalità di accesso sensoriale ai contenuti, la loro specificità sensoriale e la trasferibilità su registri e supporti differenti, quindi di relazionare contenuti rappresentatati visivamente, con gli stessi contenuti rappresentati uditivamente e/o tattilmente, o altresì contenuti che, per essere attivati, richiedono un coinvolgimento vestibolare (ad es. l'esplorazione di uno spazio) o un'attivazione propriocettiva (ad es. l'azione con un oggetto o un'interfaccia); 
  • definire le relazioni fra caratteri sensoriali, attributi linguistici e corrispettivi caratteri fisici, quindi la relazione fra percezione e linguaggio mediata dalla tecnologia e dalla fisicità di artefatti e sistemi comunicativi.
    In sostanza definire le relazioni fra: caratteri percepiti, caratteri fisici, attributi linguistici
  • valutare come la distribuzione dei contenuti su diversi registri sensoriali possa modificare la comprensione e il comportamento del destinatario, e come uno stesso contenuto possa risultare rafforzato (o indebolito) in relazione alla concomitanza sincronica su diversi registri.

D. R.

 

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sinestesia

Sinestesia, Ciencia y Arte (2009)

Progetto di ricerca:
Direttore: Mª José de Córdoba.(Fondazione Artecittà - Granada) 
Codirettore: Emilio Gómez (Università di Granada)
Direttore MuVi2: Dina Riccò (Politecnico di Milano)
Coordinatore Internazionale: Sean A Day (American Synesthesia Association)
Responsabile del comitato scientifico: Edward M. Hubbard


Si tratta dello studio e organizzazione della III edizione della conferenza internazionale Sinestesia, Ciencia y Arte (25-29 aprile 2009) organizzata dalla Fondazione Internazionale Artecittà di Granada, in collaborazione con il Politecnico di Milano e l'Università di Granada. Questa terza edizione segue la prima edizione tenutasi a Cuevas del Almanzora (Almeria, 2005), e la seconda edizione tenutasi a Granada (2007).

 

Obiettivo della conferenza è la definizione dello stato delle conoscenze e i progressi compiuti nella ricerca sulla sinestesia in ogni suo aspetto, invitando alla partecipazione prestigiosi ricercatori europei ed americani.

L‘approccio del convegno è interdisciplinare, rivolto a neurologi, psicologi, linguisti, storici dell'arte, designer, musicisti, educatori e ricercatori nelle disabilità sensoriali, sinesteti e studenti di ogni disciplina.  

http://www.sinestesia2009.info

 

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sinestesia

Musica Visiva: MuVi2 (2009)

progetto di ricerca:

Dina Riccò, María José de Córdoba e altri

 

 

MuVi2. Video and moving image on synesthesia and visual music, seconda edizione dedicata alla Musica Visiva – che segue a distanza di due anni la prima edizione (MuVi, Granada, 2007) – è un evento integrante della terza conferenza internazionale Sinestesia: Ciencia y Arte (http://www.sinestesia2009.info), tenuta dal 26 al 29 aprile 2009, presso il Parco della Scienza di Granada.

 

Come per la precedente edizione l’evento ha inteso dare un riscontro percepibile, estesico (e sinestesico), a contenuti teorici affrontati nella conferenza con relazioni, dibattiti, poster. 

Una sintesi in:

Dina Riccò e María José  de Córdoba, MuVi2. Video and moving image on synesthesia and visual music, Ediciones Fundación Internacional Artecittà, Granada (Spain), 2009 [eBook in dvd] [ISBN-13: 978-84-613-0290-1

 

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aptico e visivo

Accesso aptico e visivo

Studio degli stimoli aptici e applicazione al progetto di design, in relazione al visivo e in particolare al colore. Il concetto di percezione aptica si affronta in dialettica con quello di percezione visiva. Aptico deriva dal greco, riferito a "tattile", "tangibile", ma implica non solo la localizzazione del tatto, quanto il percepire tattilmente con tutto il corpo in movimento, in relazione con spazio, oggetti e interfacce.

La realizzazione esclusiva di un valore puramente visivo porta all'esclusione di ogni esperienza di "forma"; viceversa la realizzazione di un valore puramente aptico (fisico, corporeo) esclude l'esperienza spaziale sensibile.

Il problema della dialettica o relazione di valori ottici e valori aptici, cioè della stretta connessione che esiste tra percezione visiva e percezione tattile, può essere inteso dunque come problema di gestione e progettazione della forma specificamente visiva, in cui si manifesta.

La ricerca si applica quindi alla configurazione di forme e superfici in relazione diretta con l'utente, laddove gli aspetti comunicativi visivi non escludano il valore della risposta aptica.

In particolare l'accesso aptico e visivo interviene nei seguenti ambiti progettuali:

 

  • Forma e Colore
    Riflessioni da ricerche ed esperienze progettuali che muovono dall'analisi di forma e colore nei vari ambiti del design di interfacce.
  • Texture Design: percorsi propedeutici e trattamento di superfici materiali
    Realizzazione di campionari di texture di riferimento. Programmazione di un sistema a diversi livelli di complessità cromatica.
  • Perception and Urban Design
    Studi sulle variazioni percettive negli ambienti metropolitani. Utilizzo dei linguaggi visivi per l'analisi degli ambienti urbani. 

D. C.

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aptico e visivo

Texture Design

Il termine inglese texture significa propriamente tessitura ed anche il latino "textura" origina il termine "tessitura", a voler evocare la somiglianza con la trama di un tessuto. L'uso italiano del termine ha però conservato quel significato più ampio di microstruttura superficiale che include dal pixel digitale fino al mapping dell'immagine video, attraversando la trama del testo scritto e quella del sistema notazionale musicale, per arrivare alla variazione cromatica percepibile sulle porosità superficiali delle carte stampate, o all'incidenza della luce sulla grana materiale.

Stampa su laminato. Progetto con Abet Laminati. Daniela A. Calabi, partner: Abet Laminati, sede di Bra (Cuneo), referente: Arch. Alessandro Peisino.

-          Daniela Calabi, "Texture design un percorso basic", Libreria Clup scrl, Milano 2003, isbn 88-7090-625-6.

-          Daniela A. Calabi, "Texture Design", in: Colore e colorimetria: contributi multidisciplinari, Atti della Prima conferenza Nazionale del Gruppo del Colore, Università degli Studi "G. d'Annunzio", Andrea Raggi (a cura di), Pescara, 20-21 ottobre 2005, Centro Editoriale Toscano, Firenze, 2005 - pp. 307-314.

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aptico e visivo

Virtual interface

Ambienti virtuali e interfacce. Euroshoe.

L'insieme delle caratteristiche percettive e sensoriali umane, proprie degli studi di fisiologia e psicologia, riguarda da vicino i progettisti di artefatti ed ambienti quando, tra gli obiettivi del progetto, si trovano la corretta comunicazione del contenuto e la semplicità di fruizione del prodotto. In quei casi, è possibile affermare che il risultato formale e funzionale di un oggetto s'invera unitamente alla previsione delle risposte emotive e percettive dell'utente finale.

Ambiente virtuale. Prototipo di interfaccia realizzato all'interno del progetto di ricerca nazionale sulle tematiche della calzatura (Sistemi di Produzione Innovativi tema 6 - SPI6) - Itia CNR.

Daniela Calabi, "Progetto virtuale", Linea Grafica, 336, Nov. Dic. 2001.

Daniela Calabi, Stefano Mottura, Marco Sacco, Giampaolo Viganò, "The virtual reality design tool: case studies and interfacing open topics". Proceeding: Virtual Concept 2003. Biarritz, France. November 5 / 7, 2003.

 

 

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conoscenza di base

Accesso alla conoscenza di base per il design della comunicazione

'Abbiamo bisogno vitale di situare, riflettere, reinterrogare la nostra conoscenza,cioè di conoscere le condizioni, le possibilità e i limiti della sua capacità di giungere a quella verità a cui mira'. E.Morin

Quest'area di ricerca è finalizzata a un inquadramento generale e a una riflessione sui presupposti teorici e metodologici che caratterizzano la ricerca e la formazione di base per il design della comunicazione.
L'attività di ricerca si propone di indagare la natura e i campi d'azione dell'explanans: ovvero le 'strategie', i 'modi' e i 'metodi' del processo di 'accesso alla conoscenze di base', l'interesse focalizza su ciò che permette di spiegare, ciò che è in grado di orientare e facilitare il processo di 'insegnamento e apprendimento? nei Laboratori di Comunicazione Visiva.
L'idea di fondo è di riconoscere originalità e ricorrenze all?interno di un patrimonio di esperienze formative sedimentate: dall?attività pedagogica del Bauhaus o della Scuola di Ulm, alla tradizione delle scuole nazionali (la svizzero-tedesca, la nord-americana, la britannica e l'italiana); ma anche e soprattutto di rendere visibili prassi di ricerca e didattica attuali che rivitalizzano, contaminano e mettono in discussione il dominio disciplinare del design della comunicazione.

Obiettivi:
- confrontare metodi, contenuti e modelli di accesso alla conoscenza di base nell?ambito delle culture visive.
- sviluppare percorsi di ricerca teorici e sperimentali;
- implementare un database di materiali utili alla didattica dei primi anni (modelli, bibliografie, casi studio..) relativi alla formazione di base della comunicazione visiva;
- contribuire al dibattito contemporaneo sull'educazione nell'ambito del design e del design della comunicazione.

Risultati:
- dottorato di ricerca: ricerca comparata modelli didattici database di casi studio (2002/2005)
- pubblicazione: La didattica del design della Comunicazione,Rimini, Maggioli Editore, 2008

E. C. 

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segnaletica

Segnaletiche per l'accesso

Il compito principale della segnaletica è di rendere chiare strutture e luoghi complessi di modo che chiunque possa fruirne. In questa – apparentemente – elementare definizione, nella sua sintesi, vi è lo scopo del wayfinding designer, ovvero del progettista di sistemi segnaletici (media) deputati a orientare, guidare, informare gli utenti e facilitarne la fruizione dei luoghi. Il wayfinding può intervenire su qualsiasi tipologia di luogo, dagli ospedali, agli aereoporti ai musei, senza dimenticare porzioni urbane o città nella loro articolata interezza, fino a includere interventi su luoghi in trasformazione o in cui il fattore tempo ha la sua rilevanza nel determinare variazioni dimensionali, di scala, di contenuti. In tutti questi casi, e in molti altri, è necessaria una interfaccia che medi tra il luogo e l’utente, fornendo in una forma comprensibile, leggibile e chiara quelle informazioni tali da rendere la fruizione del luogo stesso più fluida e agevole.

Per raggiungere tale obiettivo è necessario un mix di competenze che va dall’ergonomia alla tipografia, dalla pianificazione degli spazi alla tecnologia dei materiali e dei processi di produzione di dispositivi comunicativi che, per quanto spesso siano analogici, devono coerentemente restituire in forme accessibili contenuti e informazioni.

In tale contesto è possibile introdurre il termine di accesso secondo due possibili accezioni: la segnaletica rende accessibili (fruibili) i luoghi; per rendere accessibili i luoghi i media deputati a guidare devono a loro volta essere resi accessibili (leggibili e comprensibili). 

L’area di ricerca “segnaletiche per l’accesso”, in modo specifico, include attualmente ambiti di approfondimento che riguardano i sistemi informativi e di orientamento per il contesto dei beni culturali (che implicano l’inclusione di una variamente diversificata casistica).

In prospettiva è ipotizzabile attivare canali di ricerca che permettano di approfondire le tematiche della leggibilità (tipografia, colore, …), delle tecnologie da utilizzare per i supporti e la riproduzione delle informazioni, delle disabilità (access for all).

F. E. G. 

 

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packaging

Packaging per l'accesso

Le ricerche nell’area del packaging design indagano l’imballaggio quale dispositivo per l’accesso, le cui componenti comunicative progettate (verbo-iconiche, morfologiche e di superficie) attivano la produzione di senso del prodotto, favoriscono la relazione con il destinatario e la fruizione dei contenuti comunicativo-informativi veicolati. Nel packaging, la dimensione strumentale è saldamente congiunta alla dimensione comunicativo-informativa (fattitività  dell’oggetto), pertanto, il design dell’accesso diventa un’area di indagine di particolare interesse.
In questo quadro, occuparsi di design dell’accesso significa ribaltare punti di vista e priorità progettuali, che si sono sviluppate negli anni a favore di logiche ipertrofiche che hanno favorito le funzioni appellative e persuasive, per portare l’attenzione su modalità e forme di avvicinamento e di conoscenza del contenuto.
Affrontare il progetto di packaging dalla prospettiva del design dell’accesso significa occuparsi dell’insieme delle componenti necessarie per attivare i processi di significazione dell’oggetto, delle forme di interfaccia che entrano nel processo di produzione di senso e che, secondo la prospettiva dell’intersoggettività, determinano le relazioni tra i soggetti in campo. Vengono così ad essere compresi sia il ruolo ontologico che produce una facilitazione, cioè un’ergonomia del flusso delle informazioni, sia quello che determina una dialettica suasiva e persuasiva, del celare e del mostrare, in cui i materiali vengono usati per loro qualità sensoriali e semantiche, al di là delle loro peculiarità tecnico-funzionali e i registri sintattici della grafica consentono al prodotto di andare incontro al consumatore.
All’interno di questo quadro di riflessioni emergono con maggior evidenza due linee di lavoro. La prima, più fortemente connessa all’accessibilità comunicativo-informativa del packaging, rimanda all’etica implicita; la seconda, che agisce sulle possibilità di valorizzazione del termine accesso, è tesa a sviluppare nuove aree di valorizzazione, ad indagare le potenzialità del dispositivo come mezzo per sviluppare nuovi livelli di accesso al prodotto e al contenuto informativo a esso riferito.

V. B. 

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sinestesia

Sinestesie.it

Progetto:
Dina Riccò con Antonio Belluscio e Silvia Guerini
 

Sinestesie.it è il progetto di un sito web rivolto agli studiosi, innanzitutto italiani (pur essendo prevista un’edizione inglese), ai designer, ai musicisti, agli artisti, che si occupano di sinestesia.

Nel sito sono raccolti tre principali tipi di contributi:

 

  • i risultati dell'attività di ricerca italiana sulle sinestesie, intesa come confluenza di saperi interdisciplinari (progettuale, psicologico, linguistico, letterario, estetico, musicale, ecc.)
  • una raccolta di prodotti sinestesici (di design, prodotti multimediali, opere con finalità estetiche, ecc.)
  • un laboratorio, ossia un luogo dove è possibile sperimentare la relazione fra suoni e colori - con finalità primariamente didattiche - ma più in generale con attenzione alla ricerca estetica audiovisiva prodotta con strumenti digitali.

 

 

http://www.sinestesie.it/

http://www.synaesthesia.eu/sinestesie/

 

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packaging

L'accesso x innovare

Mercoledì 26 gennaio si è svolta al Politecnico di Milano la conferenza “L'accesso x innovare. Il progetto comunicativo-informativo del packaging come elemento competitivo per il settore cartotecnico" con l’obiettivo di divulgare il lavoro svolto durante il programma di ricerca "Pro Carton. Accessibilità comunicativo-informativa del packaging in cartoncino", sviluppato dall’UdRD d.com - Unità di Ricerca e Didattica di design della comunicazione del Dipartimento INDACO (Politecnico di Milano) con il contributo di Pro Carton.
Alla presentazione dei risultati è seguita una tavola rotonda in cui alcuni dei principali attori della filiera (rappresentanti di utilizzatori, produttori e trasformatori, grande distribuzione, progettazione e ricerca) stati coinvolti in un dibattito che ha posto al centro della discussione la progettazione comunicativa dei sistemi di accesso dei packaging quale leva di innovazione e crescita competitiva per il settore cartotecnico.

Contributi di: Giovanni Baule, Valeria Bucchetti, Erik Ciravegna (Politecnico di Milano).
Hanno partecipato alla tavola rotonda: Michele Amigoni (Gruppo Barilla), Piero Capodieci (Assografici), Elio Carmi (Carmi e Ubertis), Antonella Emilio (Finiper), Daniela Piscitelli (AIAP), Massimo Rosati (Reno De Medici), Nicola Tucci (Reckitt Benckiser).
Conferenza realizzata con il contributo di Reno De Medici.

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territorio

Comunicare l'accesso al territorio

La ricerca e le sperimentazioni condotte nell'ambito della "Comunicazione per il territorio" convergono su diversi artefatti; comprendono tecnologie e supporti diversificati integrati tra loro e la definizione di peculiari format comunicativi multimediali. Consentono non solo una lettura analitica e una percezione non stereotipata della dimensione territoriale, ma, tramite un'esperienza comunicativa, una diversa percorribilità dei territori.

La Comunicazione per il territorio viene ricondotta a un'accezione in senso esteso di territorio: non tanto una comunicazione in chiave di orientamento informativo-funzionale (compito di artefatti come le segnaletiche e le mappe tradizionali) ma nel senso di una comunicazione complessa: con l'obiettivo di accrescere la conoscenza e l'esperienza che rendono un ambiente praticabile a fondo, al di là del suo uso superficiale o del suo consumo di superficie.
Diverse unità artefattuali concorrono alla costruzione di differenti dispositivi dando vita a specifici "format per la comunicazione del territorio": stampati, audiovideo e multimedia, web e mobile convergono, assemblati in un comune contenitore, in sistemi individuati come "Atlanti per la comunicazione del territorio".

La Comunicazione per il territorio, così intesa, si discosta dai tradizionali sistemi strategici per la valorizzazione economica del territorio o dalla tradizionale comunicazione per la fruizione turistica che insiste sulle emergenze note; così come si differenzia da quelle pratiche artistiche che lavorano sul territorio come puro terreno di performance. Pur agendo in sintonia con tutte le pratiche sociali, artistiche e culturali che cercano in chiave performativa una riscrittura degli spazi territoriali per ricostruire in forma partecipata il senso dei luoghi.
La forma della "Guida non convenzionale al territorio" e tutti i format e i dispositivi che la possono costituire (dalle mappe interattive in rete, ai sistemi di condivisione, ai dispositivi di realtà aumentata) si propongono come costruzione di percorsi e attraversamenti che rifondano comunicativamente l'esperienza del territorio.

G. B. 

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